home chi siamo Sostegno-Adozioni a distanza Servizio Civile Volontario
progetti bibliotecanotizie dalla regione dei grandi laghi contatti

Ultimissime Dai Grandi Laghi

EurAC (*) - Bruxelles, 15 aprile 2005

RDC / SUD KIVU: IL GOVERNO CONGOLESE ED IL MONUC DEVONO AGIRE PER PROTEGGERE VERAMENTE LE POPOLAZIONI

Secondo una nota informativa pubblicata oggi da EurAC (la rete europea delle organizzazioni non governative per l'Africa centrale*), alle estorsioni gravi e ricorrenti dei gruppi armati rwandesi contro la popolazione della Provincia del Sud Kivu, all'est del Congo, vengono ad aggiungersi anche quelle dei militari congolesi che hanno aumentato la loro presenza in questa regione. L'unione Europea, la MONUC e l'Unione Africana devono impegnarsi a favorire un ritorno veloce e pacifico dei ribelli delle FDLR in Rwanda ed obbligare il governo congolese a mettere fine all'insicurezza causata da suoi propri militari e a cominciare il disarmo delle milizie di ogni genere all'est del paese.
La situazione diventa sempre pių grave nel Sud Kivu. Particolarmente nella zona di Walungu, gli stupri, gli omicidi, i sequestri e i saccheggi commessi dai gruppi armati rwandesi sono molto aumentati da quando, la MONUC e l'esercito congolese hanno lanciato, fine 2004, delle operazioni militari di smobilitazione delle forze straniere. Inoltre, la popolazione soffre sempre pių le estorsioni commesse dai militari congolesi, le Forze Armate della RDC. In parecchi casi, l'aiuto umanitario, distribuito nella zona alle 55.000 persone sfollate a causa della violenza delle milizie rwandesi, č stato saccheggiato, o dalle milizie di origine rwandese, o dai soldati congolesi. I soldati delle FARDC sono dispersi nei villaggi, spesso senza paga, senza rifornimento e senza inquadramento appropriato. Nel Sud Kivu ci sarebbero attualmente circa 30.000 militari delle FARDC.

La dichiarazione dei ribelli rwandesi delle FDLR del 31 marzo scorso, in seguito alla mediazione condotta da Sant'Egidio, offre una speranza di soluzione pacifica per la loro smobilitazione e rimpatrio. Il Comitato Internazionale di Accompagnamento della Transizione (CIAT), la MONUC e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che hanno accolto positivamente questa dichiarazione, devono intraprendere immediatamente delle iniziative per convincere i miliziani di raggrupparsi nei campi di transito. La MONUC deve essere velocemente presente, di notte come di giorno, nei luoghi dove i gruppi armati rwandesi operano, in vista di proteggere la popolazione e di appoggiare il processo di smobilitazione che deve cominciare. Parallelamente, i membri del CIAT, l'ONU, l'UE e l'Unione Africana devono incitare il governo rwandese ad aprire un vero dialogo con le FDLR, per assicurare le condizioni necessarie al loro ritorno. L'Unione Europea e gli altri finanziatori della RDC devono esigere dal governo congolese di transizione delle misure immediate, per mettere fine alle estorsioni commesse dai suoi militari. Si tratta particolarmente di garantire che gli sborsi mensili di 8 milioni di dollari da parte dello Stato servano effettivamente per pagare e rifornire i suoi militari, di alloggiare le truppe fuori dai villaggi e di risolvere quei blocchi politici che ancora sono di ostacolo alla smobilitazione volontaria. Il Governo della RDC deve accelerare anche la vera integrazione delle truppe congolesi.

(*) EurAC conta 40 organizzazioni membri, provenienti da 11 paesi dell'Europa (Germania, Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia e Svizzera), e attive in Africa Centrale nel campo della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario. Intervengono spesso sostenendo l'azione dei loro partner locali, nei vari settori, come l'educazione alla pace, l'autosufficienza alimentare, il rafforzamento delle organizzazioni di base, l'appoggio alle associazioni di donne, di agricoltori, di giovani, la difesa dei diritti dell'uomo, la salute.... Queste organizzazioni hanno formato insieme la rete EurAC, per assicurare, presso l'Unione Europea e i suoi Stati membri, un'azione comune in favore dell'Africa centrale nei vari settori della politica estera e della cooperazione allo sviluppo, per procurare ai suoi membri e al grande pubblico in generale, un'informazione sulla regione dei Grandi Laghi e per mettere in rete le iniziative che sostengono separatamente ed insieme.