
Secondo una nota informativa pubblicata oggi da EurAC (la rete europea
delle organizzazioni non governative per l'Africa centrale*), alle estorsioni
gravi e ricorrenti dei gruppi armati rwandesi contro la popolazione della Provincia
del Sud Kivu, all'est del Congo, vengono ad aggiungersi anche quelle dei militari
congolesi che hanno aumentato la loro presenza in questa regione. L'unione Europea,
la MONUC e l'Unione Africana devono impegnarsi a favorire un ritorno veloce e pacifico
dei ribelli delle FDLR in Rwanda ed obbligare il governo congolese a mettere fine
all'insicurezza causata da suoi propri militari e a cominciare il disarmo delle milizie
di ogni genere all'est del paese.
La situazione diventa sempre pių grave
nel Sud Kivu. Particolarmente nella zona di Walungu, gli stupri, gli omicidi, i
sequestri e i saccheggi commessi dai gruppi armati rwandesi sono molto aumentati
da quando, la MONUC e l'esercito congolese hanno lanciato, fine 2004, delle
operazioni militari di smobilitazione delle forze straniere. Inoltre, la
popolazione soffre sempre pių le estorsioni commesse dai militari congolesi,
le Forze Armate della RDC. In parecchi casi, l'aiuto umanitario, distribuito
nella zona alle 55.000 persone sfollate a causa della violenza delle milizie
rwandesi, č stato saccheggiato, o dalle milizie di origine rwandese, o dai
soldati congolesi. I soldati delle FARDC sono dispersi nei villaggi, spesso
senza paga, senza rifornimento e senza inquadramento appropriato. Nel Sud Kivu
ci sarebbero attualmente circa 30.000 militari delle FARDC.
La dichiarazione dei ribelli rwandesi delle FDLR del 31 marzo scorso, in seguito alla mediazione condotta da Sant'Egidio, offre una speranza di soluzione pacifica per la loro smobilitazione e rimpatrio. Il Comitato Internazionale di Accompagnamento della Transizione (CIAT), la MONUC e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che hanno accolto positivamente questa dichiarazione, devono intraprendere immediatamente delle iniziative per convincere i miliziani di raggrupparsi nei campi di transito. La MONUC deve essere velocemente presente, di notte come di giorno, nei luoghi dove i gruppi armati rwandesi operano, in vista di proteggere la popolazione e di appoggiare il processo di smobilitazione che deve cominciare. Parallelamente, i membri del CIAT, l'ONU, l'UE e l'Unione Africana devono incitare il governo rwandese ad aprire un vero dialogo con le FDLR, per assicurare le condizioni necessarie al loro ritorno. L'Unione Europea e gli altri finanziatori della RDC devono esigere dal governo congolese di transizione delle misure immediate, per mettere fine alle estorsioni commesse dai suoi militari. Si tratta particolarmente di garantire che gli sborsi mensili di 8 milioni di dollari da parte dello Stato servano effettivamente per pagare e rifornire i suoi militari, di alloggiare le truppe fuori dai villaggi e di risolvere quei blocchi politici che ancora sono di ostacolo alla smobilitazione volontaria. Il Governo della RDC deve accelerare anche la vera integrazione delle truppe congolesi.
